Tour di Kyushu in una settimana: da Beppu a Kagoshima, con Fukuoka e Kumamoto

cosa vedere nel kyushu
Il Sakurajima incombe su Kagoshima: una tappa imperdibile se visiti il Kyushu!

L’isola giapponese di Kyushu è ancora poco toccata dal turismo, che si concentra soprattutto in alcune aree. Quella più conosciuta dagli occidentali è probabilmente Beppu, centro termale dove l’acqua calda sgorga letteralmente ovunque!

Tra i turisti taiwanesi e coreani, invece, è molto popolare anche Fukuoka, città di ben 2,7 milioni di abitanti con un aeroporto internazionale estremamente ben collegato e una discreta presenza anche di occidentali, soprattutto australiani, americani e francesi.

Il mio tour di Kyushu è iniziato da Beppu, dove sono arrivato via traghetto dopo il tour di Shikoku.

Come arrivare a Kyushu

Non ci sono voli diretti per Kyushu dall’Italia. L’aeroporto principale è quello di Fukuoka, collegato con diversi paesi.

Se siete già in Giappone, oltre ai voli interni c’è sempre l’opzione treno.

Consigli di viaggio per Kyushu

  • L’automobile è il mezzo ideale per esplorare Kyushu, specie le zone più rurali. Per guidare in Giappone, però, serve la patente internazionale e ricordati che guidano dalla parte opposta rispetto a noi. Il traffico, specie fuori città, è decisamente tranquillo.
  • Il treno è una ottima alternativa: lo Shinkansen serve diverse città in tempi rapidissimo.
  • Se scegli il treno, ti consiglio di comprare lo Kyushu Rail Pass su Klook. È molto più semplice rispetto al sito ufficiale di JR Kyushu: riceverai un comodossimo voucher che potrai cambiare nelle biglietterie JR delle principali città. Comprende prenotazioni infinite, che puoi fare alle biglietterie.
  • Impara un po’ di giapponese, con app come Duolinguo. Raramente troverai persone che parlano in inglese, persino negli hotel. Con poche parole ed espressioni di base e l’aiuto di una app per la traduzione automatica, riuscirai a farti capire senza problemi.

Giorni 1 e 2 – Beppu

La cittadina di Beppu è conosciuta soprattutto per le sue fonti termali, da cui derivano le due principali attrazioni: le Onsen e gli Inferni di Beppu.

La cultura delle Onsen è molto forte in città. Ci sono decine di bagni pubblici in cui immergersi e godersi le elevate temperature delle acque. Anche la maggior parte degli hotel offre questo servizio ai propri ospiti.

Gli Inferni di Beppu, o Jigoku in giapponese, sono luoghi in cui l’acqua e il gas emergono violentemente dalla terra, creando vasche o geyser. Sette di questi luoghi sono diventati vere e proprie attrazioni: si possono visitare singolarmente o con un biglietto cumulativo.

Cinque degli inferni si trovano molto vicini l’uno all’altro, mentre gli altri due sono più distanziati. Si possono raggiungere con gli autobus locali ed è possibile pagare la corsa a bordo, utilizzando una carta di pagamento contactless.

Ecco un riassunto di cosa vedere agli inferni:

  • Umi Jigoku (inferno del mare) è il più grande, profondo 200 metri, con un caratteristico colore blu cobalto;
  • Chinoike Jigoku (lago di sangue) ha argilla bollente di colore rosso sangue ed è il più antico degli inferni di Beppu;
  • Tatsumaki Jigoku, un geyser che scaturisce circa ogni mezz'ora e dura anche sei minuti: è stato il più deludente, almeno per me;
  • Oniishibozu Jigoku, l’inferno delle teste rasate, con bolle di fango grigiastro che emergono dal terreno e ricordano le teste rasate dei monaci;
  • Shiraike Jigoku, l’Inferno Bianco, in cui l'acqua ha un colore simile al latte per via di un mix di minerali, e il paesaggio ricorda quasi un giardino zen;
  • Oniyama Jigoku, l’inferno dei coccodrilli: come anticipa il nome, qui il calore viene sfruttato per un allevamento di coccodrilli. Probabilmente il meno interessante di tutti.

Attenzione: gli Inferni chiudono presto, alle ore 17, quindi bisogna programmare bene la visita.

Lungo la spiaggia di Beppu, a Shoningahama, è anche possibile provare il suna-yu, cioè l’immersione nelle sabbie calde. Quando sono andato a Beppu pioveva a dirotto, quindi non ho provato questa esperienza!

Per il resto, Beppu non è una cittadina di mare come la immaginiamo in Italia. Non c’è un lungomare vero e proprio, ad esempio. Offre comunque molti parchi piacevoli e ordinati.

La cucina locale è ricca di pesce ed è caratterizzata dal kabosu, un agrume tipico con cui vengono fatte bevande e dolci. Da provare!

Giorno 3 – Kumamoto

Con 2,5 ore di treno da Beppu sono arrivato alla cittadina di Kumamoto, nome che significa “base dell’orso” o “origine dell’orso”. E la mascotte locale è proprio questo simpatico orso nero con le guanciotte rosse.

Kumamoto è una bella città, piacevole da girare. Come anche in altri luoghi, è possibile visitare il Castello, in ricostruzione dopo un violento terremoto.

Il Kumamoto City Museum offre di tutto un po’: dagli scheletri di Mammuth alle armature dei samurai, passando per strumenti scientifici e vasellame antico. Un bel modo di passare un paio di ore scoprendo cose nuove.

L’attrazione principale sono forse i giardini Suizen-ji, classici giardini monumentali giapponesi in cui gli alberi e il paesaggio diventano una forma di arte.

In città si trova anche una statua di Monkey D. Luffy, protagonista di One Piece: in tutta la prefettura ci sono 10 statue in bronzo dedicate ai personaggi di questo manga/anime.

Giorno 4 – Monte Aso e Takachiho

Kumamoto è un ottimo punto di partenza per visitare il Monte Aso, il vulcano attivo più grande del Giappone. Purtroppo, andarci coi mezzi pubblici è particolarmente complicato. Se volete cimentarvi, potete andare con i treni JR fino alla stazione JR Aso e poi orientarvi coi mezzi locali, tutte le informazioni qui.

Io mi sono affidato a un tour organizzato che ho trovato su Klook. Ritrovo alle 9 in stazione ferroviaria, viaggio in bus, tutto organizzato e senza intoppi.

La vetta del Monte Aso, purtroppo, era chiusa perché troppo pericolosa da visitare in quella giornata. Ci siamo fermati un’ora allo Shimasenri, una specie di altopiano da cui si vede la cima del vulcano, che emetteva effettivamente parecchio fumo. C’è un centro visitatori estremamente turistico, con prodotti locali come il gelato fatto con il latte di una specifica razza di vacche, che pascolano nei dintorni.

Complessivamente, il panorama è molto bello: se ci venite in automobile o comunque in autonomia, ci sono diversi luoghi panoramici nei dintorni.

Seconda tappa, il santuario di Kamishikimi Kumanoza. Un luogo davvero affascinante e immerso nel verde, in cui la spiritualità shintoista avvicina alla natura: percorrete tutta la scalinata, senza fermarvi al primo santuario, perché merita.

Terza tappa, Takachiho e la famosa gola che potreste avere visto su Instagram. La Takachiho Gorge, o gola di Takachiho appunto, è infatti diventata molto popolare grazie a video che la mostrano in tutta la sua bellezza. Un fiume calmo e stretto che scorre in una profonda gola, in mezzo alla vegetazione. E voi che guardate il tutto da una barchetta.

La realtà è un po’ diversa. Si arriva al punto di imbarco percorrendo un sentiero, spesso affollato, da cui si ammira il fiume che attraversa la gola. L’acqua può essere piuttosto scura, dipende dal tempo. E il colore del fogliame intorno è sicuramente più interessante in autunno.

L’esperienza in barca, poi, è particolare. Ogni piccola imbarcazione può portare al massimo tre persone. E dovete remare voi. Vi ritroverete su questa piccola barchetta, davvero leggera, a cercare di remare imprimendo la giusta direzione, circondati da almeno una decina di altri turisti nelle stesse condizioni.

È certamente divertente, ma occhio a non fare finire il passaporto o il telefono in acqua. O a non finirci voi.

A Takachiho c’è anche un trenino panoramico sopraelevato che permette di osservare il paesaggio, con alcuni momenti particolarmente trash. Ad esempio, una galleria ferroviaria in cui sono state installati degli spettacoli di luci colorate. Oppure, il ritrovarvi su un ponte, circondati da boschi e natura, mentre il personale del treno spara bolle di sapone intorno a voi.

Giorno 5 – Kagoshima

Kagoshima, a 1 ora di treno Shinkansen da Kumamoto, è stata una bellissima scoperta. Questa città è detta la “Napoli del Giappone” e la ragione è facilmente intuibile. All’orizzonte svetta infatti il Sakurahima, un vulcano molto attivo, che spesso e volentieri erutta fumo. Non è particolarmente pericoloso, tranquilli!

Il vulcano è una delle principali attrazioni della città. Si può andare al porto, saltare su un traghetto e in circa 20 minuti trovarsi ai piedi del vulcano. A pochi passi c’è un negozio che vende biciclette: i proprietari sono abbastanza gentili e vi chiederanno di lasciare i vostri dati per avere una bicicletta.

Hanno anche delle e-bike, ma sono poche e finiscono in fretta. E il negozio chiude alle 17, dovete fare presto.

Si può fare un giro intorno al vulcano in bicicletta. Ma, attenzione, non sottovalutate la strada: diversi punti sono in salita e il dislivello si fa sentire. C’è però un ampio marciapiede dove potete rifugiarvi per evitare le macchine.

La cittadina di Kagoshima è molto piacevole. Prendendo un treno locale per una fermata si raggiunge il giardino Sengan-en, molto bello. Per gli appassionati di storia, c’è il Museo dedicato alla Restaurazione Meiji, un momento chiave per il Giappone moderno.

Il monte Shiro, vicino alle rovine del Castello, offre una bella vista sul vulcano ed è circondato da musei, tra cui uno di Arte Moderna e quello della Prefettura, con il consueto mix di reperti. C’è anche un Museo dell’Ambiente, che non ho visitato.

Complessivamente, se volete vedere tutto con calma a Kagoshima potete passare almeno due notti.

L’alternativa: Miyazaki

Per limite di tempo e scarsità di mezzi pubblici, non ho visitato la Prefettura di Miyazaki, che ospita posti molto interessanti come il Santuario di Udo e la città-castello di Obi. Purtroppo, senza automobile a noleggio non sono semplici da visitare.

L’intera zona di Miyazaki, comunque, offre un mix di cultura, storia e natura e meriterebbe una visita approfondita.

Giorno 6 – Kurume

Tappa davvero stravagante, questa Kurume. Ci sono finito praticamente per caso, ma ho scoperto un luogo poco turistico e che mi ha comunque permesso di vedere cose interessanti.

Il tempio di Daihonzan Naritasan, ad esempio, è un po’ fuori dal centro ma vanta una statua gigantesca della Madre Kannon, la Bodhisattva della misericordia, alta 62 metri: si paga l’ingresso, ma è una cifra simbolica.

Lì vicino, poi, potete provare un’esperienza assolutamente giapponese di kaiten sushi, cioè un ristorante di sushi a nastro: cercate すし一番 上津店 su Google Maps. All’ingresso del ristorante c’è uno schermo su cui dovete digitare quanti siete e se volete mangiare sul nastro o al tavolo. Vi verrà dato un numero. Usate Google Traduttore e se pensate sia arrivato il vostro turno, mostrate il bigliettino al personale: non parlano inglese, ma vi aiutano volentieri.

Non da sottovalutare il Fukuoka City Art Museum, nei cui giardini si tengono spesso spettacolari mostre di fiori, ovviamente in primavera.

Nei dintorni si possono raggiungere il parco archeologico di Yoshinogari (ma non ci sono andato) e il santuario di Dazaifu (che ho visitato uno dei giorni seguenti, da Fukuoka).

Giorno 7 – Fukuoka

Con 2,7 milioni di abitanti, Fukuoka è una grande città che offre molti posti da vedere e cose da fare. Ed è anche un ottimo punto di partenza per visitare i dintorni.

L’aeroporto è vicinissimo al centro città. Una sola fermata di metropolitana dalla stazione di Hakata, poi si prende un bus interno per raggiungere il terminal dei voli internazionali.

Molti i templi e i luoghi di culto buddhisti e shintoisti. Il santuario Kushida-jinjia, in pieno centro, è preso d’assalto dai fedeli nel weekend e nei giorni festivi, ma è piuttosto tranquillo negli altri momenti. Altri templi celebri sono Shofuku-ji, Tocho-ji, Hakozaki-gu

Per quanto riguarda i musei, il Museo di Arte Asiatica permette di farsi una buona idea di che cosa accade in questo angolo di mondo e anche il Museo civico di Fukuoka contiene tanti reperti così diversi da ciò a cui siamo abituati.

Per gli amanti del verde, imperdibili il parco Ohori (attraversate il lago con il sentiero!) e il vicino parco dei ruderi del castello. C’è anche lo Ohori Park Japanese Garden, a pagamento: un giardino ornamentale con sala da té.

Più a sud, lo Yusentei è un piccolo parco pieno di pace, laghetti e carpe. Molto simile anche il giardino Rakusuien, più spostato verso Hakata, a due passi dal santuario Sumiyoshi.

Fuori dal centro, la modernissima Torre di Fukuoka permette, salendo a pagamento, di scattare foto dei dintorni.

Gita a Dazaifu

Raggiungibile da Fukuoka con i treni Nishitetsu, non compresi nel JR Shikoku Pass né nel JR Japan Pass, il santuario shintoista di Dazaifu Tanmangu è visitato da migliaia di persone, si dice “protegga” gli studenti e chi vuole avere successo negli studi. Per meno fatica, ci sono anche i tour organizzati.

A pochi passi c’è il Tempio Kanzeonji, datato 746, molto antico. Conserva alcune statue in legno, alte fino a cinque metri, nella Sala dei Tesori.

Interessante anche il Tempio Komyozenji, con giardini zen secchi composti da rocce, ciottoli e muschio.

Gita a Karatsu

Si arriva in questo piccolo centro in circa 1,5 ore di treno da Fukuoka (a volte è necessario un cambio). Il tragitto offre spettacolari viste sul mare e sugli scogli.

Karatsu è una cittadina turistica in cui è molto piacevole fare una passeggiata. Il Castello si trova su una collina sul mare, cosa non così frequente in Giappone, ed è in ottimo stato.

Lì vicino c’è anche la ex residenza di Takatori: ci sono entrato per caso e ci sono scarsissime informazioni in inglese. Si tratta di una casa del secolo scorso con preziose decorazioni in legno e materiali importati addirittura dall’Europa. È una breve sosta, ma molto interessante.

Uminonakamichi Seaside Park

A nord del centro, raggiungibile in treno con un cambio, questo parco è frequentato quasi esclusivamente da giapponesi. È enorme e comprende prati, fiori, piste ciclabili, area animali con zoo. Un modo molto piacevole di passare un pomeriggio.

Gita a Nagasaki

In circa un paio di ore di treno da Fukuoka, si raggiunge Nagasaki, tristemente nota per l’esplosione della bomba atomica, commemorata al Parco della Pace, da visitare con il Museo della Bomba Atomica.

Molto belli anche i Giardini Glover e meritano una passeggiata sia la Chinatown locale sia la Oranda-Zaka, la strada degli olandesi, una piccola strada scoscesa che scende per 300 metri verso il mare.

Se avete tempo (io non l’avevo) si può visitare, solo con tour guidato, l’isola Hashima, una città mineraria abbandonata e molto suggestiva.

Le ceramiche di Arita

La prefettura di Saga è nota per la ceramica. Non proprio la mia passione, ma se siete interessati è possibile visitare le cittadine di Imari e Arita: quest’ultima, in particolare, si raggiunge in treno locale (no limited express), incluso nel JR Kyushu Pass, da Fukuoka in circa 90 minuti.

Sei a Fukuoka ad aprile? Vai al Kawachi Fuen

Questo tempio dei glicini è aperto solo da metà aprile alla prima settimana di maggio circa, in base alla fioritura dei glicini. Come dice il nome, è un luogo particolarmente suggestivo quando i glicini sono in fiore.

Arrivarci in autonomia è complesso. La stazione ferroviaria più vicina è JR Yahata, poi ci sono circa 50 minuti a piedi.

Ci sono dei tour organizzati da Fukuoka, su klook.