Quando sono in un qualche angolo d’Italia in cui fanno vino, cerco sempre una cantina locale. Durante una scampagnata di un giorno a Levico Terme, provincia di Trento, sono entrato dai fratelli Romanese chiedendo se mi facevano assaggiare qualcosa. Ecco come è andata.
Perché visitare la cantina Romanese
Due info di base sulla cantina. È gestita da due fratelli, i Romanese appunto, che da una decina di anni hanno preso in mano l’azienda agricola tentando una strada autonoma rispetto alle cantine sociali. La storia della famiglia pervaderà tutto il racconto durante la degustazione: non vi anticipo nulla, ma vi farà capire che avete a che fare con un produttore piccolo, che il vino e il territorio lo vive quotidianamente. Visitare la cantina Romanese, in sintesi, è sicuramente una bella esperienza consigliata.
La degustazione dei bianchi Romanese
Iniziamo dai bianchi. Il primo è Fides (nome di una delle nonne), Chardonnay “di montagna”, come lo definisce uno dei fratelli. Genuino, buono, mela e minerale al naso (solo il 15% circa fa un po’ di botte, tanto per), al gusto io ci ho sentito un finale di albicocca. Altro bianco è il Muller Thurgau Laetitia, un must da queste parti: oltre che minerale è anche molto agrumato, spicca il pompelmo rosa. Fatevi raccontare la storia della vigna in cui viene coltivata l’uva, che è anche di fianco alla casa. Merita, come tutto.
Ci sono poi due Trentodoc fatti da uve Chardonnay, chiamati Lagorai: ovviamente metodo classico, una variante del Lagorai risposa sul fondo del lago di Levico per diversi mesi nel suo processo di lavorazione. E anche questa è un’altra chicca interessante.
Il nuovo Rosé
La novità 2019 è il Rosé che si chiama Gabriella: il vitigno è il rebo, assolutamente autoctono, viene raccolto giovane per fare questo rosé che, mi è stato spiegato, è un po’ al suo debutto sul mercato. E infatti su Vivino non avevo trovato nessuna recensione: non amo particolarmente il rosé ma me ne sono comunque portato a casa una bottiglia. Il Gabriella si beve piacevolmente, ha molti frutti rossi, ci sta.
I rossi della cantina Romanese
Il padrone di casa per i rossi è il Narciso, sempre rebo in purezza: frutti rossi pieni, al naso e alla bocca, molto piacevole da bere, mi ha fatto subito venire voglia di un piatto di carne.
Come visitare la cantina Romanese
Prima nota: la cantina ha un profilo Facebook bene aggiornato e in cui è indicato anche un numero di telefono per avere informazioni. Io sono stato sfacciato e mi sono presentato lì, ma sicuramente è bene chiamare per avvisare che state arrivando. Se ho capito bene, l’orario delle degustazioni inizia alle 17. Il sito internet, invece, sembra sia finito chissà come a ospitare un sito di e-commerce! Cercateli su Facebook.
Seconda nota: non mi piace riportare i prezzi (anche perché visitando le cantine mi sono reso conto che nei posti migliori il prezzo di una degustazione varia in base all’eventuale acquisto di bottiglie e, chiaramente, a quanto spendete per esse) ma devo dire che il rapporto qualità/prezzo dei vini Romanese è molto buono. Il TrentoDoc, per onestà va detto, si fa pagare, visto anche il processo di lavorazione.
Ultima nota: la cantina si trova a pochi passi da Levico Terme, la cittadina in sé è molto carina e, se ci passate in estate, portatevi il costume per farvi un tuffo nel lago. Il panorama merita e se cercate una vacanza rilassante e sportiva (le possibilità per passeggiate e pedalate sono moltissime), credo che Levico possa essere una buona idea.