Un resoconto della visita ai floating piers sul Lago d'Iseo. Fatta come un comune turista, al di fuori dei circuiti privilegiati della stampa e dell'apparato promozionale. Tra ritardi, caos, disguidi e un territorio messo alla prova dall'invasione di visitatori. Ne vale la pena? Nonostante tutto, probabilmente sì.
Tempo fino al 3 luglio
I floating piers dell'artista bulgaro Christo sono l'evento dell'estate, almeno per il nord Italia. Complice anche il limitato tempo di fruizione dell'opera d'arte di Christo, che solo fino al 3 luglio permetterà di camminare su delle pedane che attraversano alcuni tratti del Lago d'Iseo, l'installazione è letteralmente presa d'assalto da turisti e visitatori d'Italia e non solo. Mandando in tilt la viabilità e l'apparato organizzativo di una zona tra lago e montagna fatta di piccoli paesi e abituata al turismo, sì, non all'invasione di mezzo milione di persone.
Traffico, ma polizia ben presente
Arrivo sul lago di prima mattina in un giorno lavorativo, sperando di trovare meno caos. Sicuramente è così: c'è un casino pazzesco, ma comunque meglio degli infernali weekend. La coda sulle strade statali intorno al lago è importante, ma mai caotica. Pattuglie di motociclisti della polizia stradale e di quella comunale sono molto presenti e ben disposte a indirizzare gli automobilisti verso i parcheggi. Eh sì: perché i floating piers sono a Sulzano, ma a Sulzano in macchina non ci si può andare. Sono presenti, nei paesi vicini, dei parcheggi a pagamento che consentono di lasciare la macchina e andare a Sulzano con bus navetta, treni, battelli o a piedi.
Parcheggio: 15 euro
Non ci crederete: abbiamo provato tutti e quattro i mezzi per voi. Ma, intanto, c'è da lasciare l'automobile. Scegliamo (per modo di dire) uno dei parcheggi di Marone, a una manciata di chilometri (e due stazioni Trenord) da Sulzano. Arrivati in paese scopriamo che tutti i parcheggi pubblici sono riservati ai residenti: una scelta perfettamente comprensibile. I parcheggi per i visitatori sono ben segnalati e costano tutti uguale: 15 euro per l'intera giornata. Mi viene rilasciata una ricevuta fittizia, con scritta la data, l'importo di 15 euro e uno scarabocchio che sembra una firma. Nessun timbro, nessuna partita IVA, niente. Chissà a chi andranno quei soldi: spero a qualche associazione Pro Loco.
La navetta? Magari è piena
Parcheggiata l'auto chiedo al gestore, cordialissimo, dove trovo la navetta. Mi dice che la fermata più vicina è a due minuti sulla mia sinistra, ma che "c'è un'altra fermata sulla destra e ti conviene andare a quella prima. Perché se il bus si riempie, non ti fanno salire e ti fanno prendere quello dopo". Mi dirigo alla fermata della navetta, solo per vederla partire da lontano. Alla fermata trovo uno dei giovani ragazzi dello staff: gentilissimi, presidiano ogni angolo dell'installazione e dei dintorni. Gli chiedo tra quanto sarebbe passata la navetta successiva.
La navetta? Una ogni ora
E già. C'è una navetta ogni ora. Per forza si riempie, verrebbe da dire: e chiariamoci, la navetta si paga. 1 euro o 2, in base alla destinazione. Spiccioli, è vero, ma dopo i 15 euro di parcheggio ... Mi armo di pazienza e chiedo dove si trova la stazione. Che fortuna: Marone è piccola, la stazione è dietro l'angolo. Ci vado di corsa per trovare un treno fermo sul binario in attesa di partire. Molta gente a bordo, ma non moltissima. Una persona dello staff mi chiede se devo andare a Sulzano. E dove altro dovrei andare? Mi dice di sbrigarmi a salire. Corro sul treno.
Che bello il treno...
E poi aspetto una ventina di minuti, in una carrozza di qualche decennio fa, piena zeppa di gente e senza la minima forma di condizionamento, che il treno si decida a partire. Ecco, ci muoviamo. Pochi minuti di viaggio sulla linea monobinario, con i finestrini abbassati e una bellissima aria rinfrescante che aiuta a tollerare il caldo intenso dell'ondata di calore di fine giugno. Ci fermiamo alla fermata intermedia: Sale Marasino. Nessuno che sale, nessuno che scende. Ci metteremo un attimo.
50 minuti di sosta sotto il sole
E invece, 50 minuti dopo siamo ancora lì. Fermi al binario 1 della stazione, sotto il sole, senza aria condizionata, con tutti i finestrini e le porte aperte. Lo staff Trenord chiacchiera amabilmente nei locali della stazione, qualcuno fuma. Anche i passeggeri, piano piano, si fanno coraggio e scendono sul binario a sgranchirsi le gambe e godersi la leggera brezza del lago. Dopo appunto 50 minuti si riparte, ma non prima di un nuovo breve stop, per permettere al treno proveniente dalla direzione opposta (la linea è monobinario, ricordate?) di entrare in stazione con un carico di passeggeri diretto a nord. Ironia della sorte: il treno, proveniente da Iseo, è molto più moderno di quello in cui mi trovo io e, a una rapida valutazione, forse addirittura condizionato.
Per la passerella? 1 ora e mezza di coda
Pochi minuti e Sulzano è finalmente in vista. La zona intorno alla stazione è semplicemente esplosiva. Code per entrare in stazione e prendere il treno. Code per il bagno. Code per prendere i bus. Cerco di capire come andare alla famosa passerella e mi avvicino al lago. Mi ferma una ragazza dello staff: per andare sulla passerella di Christo bisogna fare una delle code. Quella che dura un'ora e mezza, per intenderci. Giovedì mattina, ore 12, sole a picco, 34 gradi. La prospettiva di 1 ora e mezza di coda non mi aggrada. Bisogna trovare un escamotage.
Evitare la coda per la passerella di Christo
Le alternative, perfettamente legali, non mancano. So per certo che in molti hanno saltato la coda: i modi per farlo ci sono e sono evidenti, ma non abbiamo nessuna intenzione di aiutarvi a essere scorretti. Vi indico invece tre modi per godervi la passerella facendo meno coda. Il primo è il più costoso: c'è un servizio di elicotteri per sorvolarla. Non è come camminarci sopra, va bene, ma fa indubbiamente più figo. Se non vi va, potete avvicinarvi alla passerella con uno dei motoscafi privati che fanno servizio sul lago: la folla di questi giorni è una manna dal cielo e non so dirvi se i prezzi siano gonfiati o meno. A voi la scelta.
L'escamotage del traghetto Sulzano - Peschiera
Io ho optato per un modo economico e perfettamente legale. La passerella si sviluppa infatti in tre tronconi: uno collega Sulzano a Peschiera, su Montisola. Il secondo va da Montisola a una piccola isoletta al largo, allungandosi poi in un terzo braccio. La coda è a Sulzano, non su Montisola. E tra Sulzano e Peschiera c'è un battello: un viaggio di 5 minuti per una manciata di euro e sarete sull'Isola, saltando la fila. Non aspettatevi un'isola deserta, ovviamente. Montisola è zeppa di gente: c'è da spintonare, camminare piano, portare pazienza. Ma in breve tempo sarete a una delle due passerelle. Comodo, no?
Attenzione a sole e sporcizia
L'esperienza della passerella in sé è probabilmente soggettiva e lasciamo a voi la scoperta. Aspettatevi molta gente e, purtroppo, anche molta inciviltà. In pochi si tolgono le scarpe per percorrerla e questo comporta sporcizia. Macchie, terra, ciuffi d'erba. Addirittura mozziconi di sigaretta. Se andate in una giornata di sole, portatevi un cappello, occhiali da sole e una bella crema solare. In molti girano sulla passerella in costume da bagno, valutate voi il da farsi.
Il ritorno? Battello e navetta
Per tornare indietro, avete diverse scelte. Io ho preferito evitare il treno. Salendo fino a Carzano (una passeggiata di qualche chilometro sotto il sole) si trova un traghetto che porta in pochi minuti a Sale Marasino. Da lì, c'è la consueta navetta bus (una ogni ora, come sapete), il temibile treno Trenord oppure una passeggiata fino a Marone di 2,5 chilometri almeno. Tutto dipende da dove avete l'auto, ovviamente.
Prenotate
Se volete muovervi coi battelli e i traghetti, prenotate: nelle tratte più lunghe i posti a sedere sono riservati in via prioritaria a chi si è prenotato online per la corsa. In generale, la visita è fattibile in giornata, a patto di essere molto ben organizzati: studiatevi i mezzi, gli orari delle navette, tutto. Ricordatevi della presenza di migliaia di persone e lasciate molto tempo tra un mezzo di trasporto e l'altro, per compensare eventuali ritardi. Andateci organizzati e vi godrete la passerella.