Cresce l’underground: ogni paese ha il suo cybercriminale

Furti, armi, droghe e omicidi su commissione. Secondo i ricercatori di Trend Micro, società attiva nella sicurezza per il cloud, il mercato underground online è in continua evoluzione. Gli analisti hanno anche raccolto nello studio “Cyber Crime and the Deep Web” le peculiarità dei paesi di tutto il mondo.

Ogni paese la sua cultura criminale

Ogni mercato underground riflette la cultura della sua nazione. L’underground russo, per esempio, è una catena di montaggio ben funzionante dove ogni attore fa la sua parte. Il mercato cinese punta, invece, sullo sviluppo di tool e hardware e agisce come un hub per i futuri cyber criminali. Il Brasile è più focalizzato sui trojan bancari, mentre l’underground giapponese tende a essere esclusivo per i suoi membri. Tutti i cybercriminali sfruttano l’anonimato garantito dal Deep Web per nascondersi.

Cybercriminali nel mondo

Reati di tutti i tipi: dai furti agli omicidi

I crimini online sono poi dei più vari: dai semplici furti elettronici al contrabbando di droghe e armi, dai reati efferati come la pornografia infantile a omicidi su commissione. Questi ultimi sono un servizio di punta dell’underground nord americano. Il furto di account va forte in Germania, mentre in Cina abbonda qualsiasi tipo di hardware possa servire agli scopi dei cybercriminali. In Brasile invece sono famose le app Android modificate, che contengono crediti prepagati con carte rubate. In Cina e Brasile, inoltre, sono molto utilizzate per le transazioni app di instant-messaging o i social network.

La minaccia del ransomware

Attenzione anche al ransomware, una delle minacce oggi più vive. Di recente, ad esempio, una campagna email ingannevole in Italia e in Svezia ha infettato con TorrentLocker diversi sistemi aziendali per poi richiedere pagamenti fino a 500 dollari alle vittime. Per l'Italia in particolare veniva inviata via email una falsa notifica da parte di Enel. A differenza di precedenti attività di TorrentLocker, che sfruttavano nuovi domini web, la nuova minaccia ha utilizzato falsi siti web già esistenti.