Carte fedeltà sul telefonino? Il problema è la cassiera

Le più note sono forse Stocard e FidMe, ma le app per smartphone che consentono di “virtualizzare” le carte fedeltà di supermercati e grandi catene sono moltissime. Tutte promettono di salvare il codice a barre di tutte le nostre carte sul telefonino, semplificandoci la vita. Ma, a parte qualche problema tecnico, il principale ostacolo alla diffusione di queste app è la cassiera del supermercato. Che, a volte, non ne vuole sapere.

E non si capisce bene se sia una questione personale, di singola cassiera che non si fida del cliente, o se ci siano effettivamente indicazioni dall’alto per non fare utilizzare queste applicazioni. Fatto sta che, a leggere i commenti inseriti dagli utenti su Apple Store e Google Play, si trovano le esperienze più disparate: addette alla cassa che accettano di scansionare il telefonino senza problemi e altre che scuotono la testa inorridite. Oltre a qualche problema relativo a casse che non riescono a leggere il codice a barre a causa del riflesso dello schermo del telefonino.

Queste app nascono dalla spontaneità degli sviluppatori, che hanno intuito l’esistenza di un bisogno da parte dei consumatori (“non voglio portarmi in giro decine di carta fedeltà”) e hanno avuto l’intelligenza di proporre una soluzione. E’ disarmante che da parte di supermercati e grande distribuzione non ci sia collaborazione: leggendo le motivazioni portate dalle cassiere per il rifiuto di scansionare il codice a barre sullo schermo di un telefonino si trova di tutto.

Il caso limite è quello di una cassiera che ha detto di accettare solo la carta fedeltà in plastica perché deve accertarsi dell’identità del cliente. Come se la carta fedeltà fosse un documento di identità. Lo stesso documento di identità che è “discrezionale” chiedere per i pagamenti con carta di credito.