Il prato? Lo taglia il drone

Drone Neumann robot tosaerbaChissà se, dopo il movimento di liberazione per i nani da giardino, ne nascerà uno anche per i robot tagliaerba. Secondo i dati diffusi dalla filiale italiana della Neumann Robotics, infatti, il mercato europeo dei “droni da giardino” è cresciuto del 23% nel corso del 2013 e anche in Italia c’è una crescente attenzione verso questo tipo di soluzione. A livello europeo si parla di un esercito di 150mila droni "messi al lavoro" per tenere l'erba ben tosata e il giardino in ordine.

Nulla a che vedere con le decorazioni kitsch ispirate alle favole Disney: un drone da giardino è prima di tutto un lavoratore. Si occupa infatti di curare il prato al posto del proprio padrone, senza neppure chiedere una mancia come certi ragazzini dei film americani. Chi si immagina un semplice tosaerba automatizzato, però, ignora i passi avanti compiuti dalla robotica negli ultimi anni (pensiamo al progetto di Amazon di affidare le consegne, negli USA, a dei droni volanti). Un robot da giardino si installa in un attimo e funziona in piena autonomia. Si muove grazie all'energia elettrica della sua batteria, meno inquinante rispetto allo scoppiettante motore di certi tosaerba manuali, e trita l’erba tagliata per evitare inestetismi e per trattenere nel terreno l’acqua, riducendo la necessità di ricorrere all’irrigazione nel prato, facendo anche da concime naturale.

Insomma, a ben guardare lavora duro ed è pure ecologista. Secondo Massimiliano Pez, General Manager di Neumann Italia, il robot “MiniMission” mantiene un prato di 700 metri quadrati con un impegno economico pari a un terzo di un tradizionale tosaerba, senza contare il tempo che questa attività toglierebbe allo svago degli umani. Il robot è anche dotato di alcune soluzioni antifurto: chissà se funzioneranno da deterrente verso qualche improvvisato movimento di liberazione che volesse sottrarre i droni al lavoro forzato.