Langhe in 3 giorni con i bambini: un itinerario tra castelli, borghi e sapori

Visitare le Langhe in 3 giorni

Le Langhe evocano immediatamente grandi vini, colline disegnate dai vigneti e tavole imbandite. Eppure questo angolo di Piemonte, Patrimonio Mondiale UNESCO, è molto più di una destinazione per appassionati di enogastronomia. Tra castelli, borghi medievali e attività pensate anche per i più piccoli, si presta perfettamente a un lungo weekend in famiglia.

L’itinerario richiede un po' di energia ma le distanze sono contenute e le cose da vedere davvero tante. Proprio per questo merita di essere affrontato senza fretta, concedendosi anche una pausa in albergo tra una tappa e l'altra, in particolare se avete bambini piccoli, al di sotto dei 10 anni.

Giorno 1: dal Castello di Serralunga d'Alba a Pollenzo, sulle tracce del gusto

La prima tappa dell’itinerario nelle Langhe comincia dal Castello di Serralunga d'Alba: uno dei manieri medievali meglio conservati del Piemonte e tra i simboli delle Langhe.

La sua caratteristica torre domina i vigneti circostanti, regalando un panorama che da solo vale la visita.

Diversamente da altri castelli arredati come dimore storiche, quello di Serralunga racconta soprattutto l'architettura difensiva medievale. Non si può accedere liberamente al castello ma è obbligatorio prenotare la visita guidata, che dura circa 45 minuti e accompagna i visitatori attraverso i diversi livelli della fortezza fino ai piani superiori, da cui si gode una splendida vista sulle colline patrimonio UNESCO.

Per i bambini è una scoperta coinvolgente: scale strette, ambienti in pietra, camminamenti e racconti sulla vita e le battaglie del Medioevo, trasformano la visita in una piccola avventura.

Il biglietto intero costa 6 euro, con riduzioni per bambini e famiglie. È importante prenotare l’orario di visita sul sito, mentre sono presenti dei parcheggi liberi o a pagamento ai piedi del castello.

Pollenzo, dove il cibo diventa cultura

La seconda tappa del primo giorno è a Pollenzo, una frazione di Bra che custodisce un progetto unico al mondo. Qui hanno sede l'Università di Scienze Gastronomiche, fondata da Slow Food, la Banca del Vino e l'Albergo dell'Agenzia, tutti ospitati nell’Antica Agenzia di Pollenzo, complesso sabaudo dichiarato Patrimonio UNESCO.

Anche per chi non è un appassionato di vino, la Banca del Vino rappresenta una visita interessante. Non è una semplice enoteca, ma un luogo nato per conservare e raccontare la storia del vino italiano attraverso migliaia di bottiglie provenienti da tutte le regioni. Durante la visita guidata si percorrono le suggestive cantine storiche, scoprendo come il vino diventi parte integrante del patrimonio culturale del Paese.

All’interno dell’ampio parco dell’Antica Agenzia e a pochi passi dalla Banca del Vino si trova anche la sede di Slow Food, il movimento internazionale nato proprio nelle Langhe per promuovere un'alimentazione buona, pulita e giusta.

Dove dormire: Albergo dell'Agenzia

Se l'obiettivo è visitare le Langhe senza cambiare continuamente struttura, l'Albergo dell'Agenzia rappresenta un'ottima base.

Ospitato all'interno dell'antico complesso sabaudo di Pollenzo, unisce il fascino storico a servizi moderni. Le camere sono spaziose, gli ambienti eleganti e accoglienti. La piscina diventa un valore aggiunto, soprattutto se si viaggia con bambini d’estate. Dopo una giornata trascorsa tra castelli e borghi, concedersi un paio d'ore di relax permette di affrontare con più calma anche il programma del giorno successivo.

Particolarmente apprezzata è stata l'accoglienza: il personale si è dimostrato sempre disponibile e flessibile, con un'attenzione concreta alle esigenze delle famiglie, senza mai dare l'impressione che la presenza di un bambino rappresentasse un problema.

Per la cena non è nemmeno necessario spostarsi. Il Ristorante Garden, all'interno dell'hotel, propone una cucina che valorizza il territorio con una carta dei vini di altissimo livello, inevitabilmente influenzata dalla vicinanza con la Banca del Vino. Il servizio è curato ma mai impostato, rendendo l'esperienza piacevole anche per chi viaggia con bambini.

In alternativa, a pochi minuti di distanza, è presente le “Scuderie Sabaude”, un locale che sa conquistare sia per la qualità della cucina sia per l'atmosfera rilassata. Gli spazi esterni, i seggioloni a disposizione e l'attenzione alle famiglie lo rendono perfetto anche con i più piccoli. La cucina racconta il Piemonte più autentico: tra gli antipasti spiccano il tris di carne cruda, preparato con diverse interpretazioni di uno dei piatti simbolo delle Langhe, e gli spettacolari ravioli fritti. Il vero punto di forza, ovviamente, sono le carni: all'ingresso una grande vetrina espone i diversi tagli disponibili, a testimonianza della cura dedicata alla materia prima. Ottimi anche i dolci, belli da vedere e altrettanto convincenti al palato.

Giorno 2: Alba si scopre giocando

La seconda giornata è dedicata ad Alba, capitale delle Langhe e città conosciuta in tutto il mondo per il tartufo bianco.

Per chi viaggia con bambini, il modo migliore per visitarla è senza dubbio il “Gioco della Città”, una originale caccia al tesoro organizzata da Ambiente & Cultura tra le vie del centro storico di Alba.

Per partecipare è necessario ritirare l’apposito kit (con mappe, spiegazioni e indovinelli da risolvere) nei pressi della chiesa di San Giuseppe. In circa due ore si visitano i principali punti di interesse senza che la passeggiata diventi noiosa per i più piccoli. Anzi, il gioco riesce a trasformare la scoperta della città in una vera avventura, coinvolgendo anche gli adulti, dato che ogni tappa conquistata va documentata con uno scatto fotografico da consegnare alla fine ella Caccia al tesoro.
Tutte le informazioni e le prenotazioni sono disponibili sul sito di Ambiente & Cultura.

Chi viaggia con ragazzi più grandi, oppure senza bambini, può invece valutare anche la visita guidata Alba Sotterranea, un itinerario archeologico che permette di esplorare i resti della città romana normalmente non visitabili. Anche in questo caso la prenotazione avviene attraverso lo stesso portale.

Anche il centro storico merita una visita guidata, per capire meglio la storia del luogo.

Terminata la caccia al tesoro, ci si può fermare per pranzo in uno dei tanti locali presenti nel centro di Alba. Da provare “L'Inedito Vigin Mudest”, proprio di fronte alla chiesa di San Giuseppe. Il locale propone una cucina piemontese rivisitata con equilibrio, in un ambiente piacevole e informale, perfetto per una pausa prima di ripartire.

Il Castello di Grinzane Cavour

Nel pomeriggio raggiungiamo un altro simbolo delle Langhe: il Castello di Grinzane Cavour. Diverso dal maniero di Serralunga, questo castello è strettamente legato alla figura di Camillo Benso Conte di Cavour, che qui fu sindaco e sperimentò nuove tecniche agricole e vitivinicole.

Oggi ospita un museo dedicato alla civiltà contadina e all'enologia, oltre all'Enoteca Regionale Piemontese Cavour.

La visita è piacevole anche per le famiglie. I bambini vengono coinvolti con attività e piccoli momenti di animazione, mentre gli adulti possono concludere il percorso con una degustazione di vini del territorio.

Dalle terrazze del castello si gode del panorama sulle colline delle Langhe, particolarmente piacevole nelle ore del tardo pomeriggio, quando la luce rende ancora più suggestivi i vigneti che si estendono a perdita d'occhio.

Se cercate un punto panoramico alternativo per godere del tramonto sulle Langhe potete andare al belvedere di La Morra, dove troverete anche una delle tante panchine giganti delle Langhe.

Giorno 3: Neive e Bra, i borghi delle Langhe

Dopo due giornate intense tra castelli e borghi, l'ultimo giorno è dedicato a due luoghi che raccontano l'anima più autentica delle Langhe.

La mattina si parte da Neive, uno dei Borghi più Belli d'Italia e inserito nella core zone del sito UNESCO "Paesaggi vitivinicoli del Piemonte". Arroccato su una collina a pochi chilometri da Alba, conserva un centro storico perfettamente preservato, fatto di case in mattoni, vicoli acciottolati, palazzi nobiliari e piccole piazze che invitano a rallentare il passo.

Qui non c'è un itinerario preciso da seguire. Il bello è proprio lasciarsi guidare tra le stradine, fermandosi davanti alle enoteche, alle botteghe e agli scorci che si aprono sulle colline coltivate a vigneto.

Prima di ripartire vale la pena fare una sosta alla Cantina comunale di Neive: passeggiando per le vie del Borgo Antico, si scorge l’arco che conduce alle cantine del palazzo Comunale, ed è proprio li che ha sede la Bottega dei Quattro Vini.

Qui si possono degustare e acquistare i vini prodotti sulle colline di Neive: Barbaresco, Barbera, Dolcetto e Moscato.

Non aspettatevi una semplice enoteca: quello che colpisce è la disponibilità di chi vi lavora. Durante la visita siamo stati accolti da una signora che, senza alcuna pressione all'acquisto, ci ha accompagnato alla scoperta dei vini del territorio, raccontandone le caratteristiche e facendo degustare alcune etichette. È un modo semplice ma autentico per avvicinarsi alla cultura del vino, anche se non si è grandi intenditori.

Per pranzo, se avete poco tempo, una soluzione perfetta è Emporium, una storica bottega conosciuta per i suoi panini preparati con prodotti tipici delle Langhe. Una proposta semplice ma di qualità. Si può scegliere tra diversi panini, ma sono assolutamente da provare quelli con carne cruda battuta al coltello, con il ripieno di vitello tonnato, oppure con prosciutto cotto e la tipica robiola di Alba.

Bra, tra enoteche e sapori piemontesi

Il viaggio si conclude a Bra, città che molti conoscono come patria di Slow Food, famosa per la salsiccia cruda e il formaggio, ma che merita una visita anche per il suo elegante centro storico.

Passeggiare tra i vicoli significa imbattersi continuamente in piccoli locali, enoteche e gastronomie. È il posto giusto per assaggiare uno dei prodotti simbolo del territorio: la salsiccia di Bra, preparata tradizionalmente con carne bovina e suina e famosa per poter essere gustata anche cruda.

Anche a Bra, il connubio cibo e vino è un must e sono numerosi i locali che popolano le stradine del centro storico con una ricca offerta di aperitivi.

Spicca tra tutti lo Zero Enoteca Conviviale: piccolo, raccolto, lontano dall'idea della classica enoteca turistica, è uno di quei posti in cui si entra per bere un bicchiere di vino e si finisce per fermarsi molto più del previsto.

Il merito è soprattutto del proprietario, un vero appassionato che accompagna gli ospiti nella scelta delle bottiglie raccontando storie di vignaioli, territori e piccole produzioni artigianali. Non propone semplicemente un vino: racconta il lavoro di chi lo produce e trasmette una passione contagiosa, facendo scoprire etichette difficili da trovare altrove.

Cosa mangiare nelle Langhe

Se il vino è il simbolo indiscusso delle Langhe, la cucina locale merita altrettanta attenzione. Qui si viene per assaporare una cucina che punta tutto sulla qualità della materia prima e su ricette tramandate nel tempo. Tra gli antipasti è impossibile non provare la carne cruda battuta al coltello, servita semplicemente con un filo d'olio, oppure la tartare, protagonista praticamente in ogni menù.

Tra i primi dominano i tajarin, sottilissimi tagliolini all'uovo tradizionalmente conditi con ragù bianco, burro e salvia oppure, quando è stagione, con il celebre tartufo bianco d'Alba.

Altro grande classico sono i ravioli del plin, piccoli scrigni ripieni di carne che prendono il nome dal "plin", il pizzicotto con cui vengono chiusi a mano. La ricetta più tradizionale li vuole conditi semplicemente con burro fuso e salvia, ma non è raro trovarli serviti anche nel sugo d'arrosto.

Chi ama la carne troverà nelle Langhe un piccolo paradiso. Dai brasati ai grandi tagli di Fassona piemontese, la qualità è altissima praticamente ovunque.

Per chiudere il pasto, invece, il dolce da ordinare è uno solo: il bonet. Preparato con cacao, amaretti, latte, uova, zucchero e un leggero aroma di rum o liquore, ricorda un budino ma ha una consistenza più compatta e un gusto intenso, che rappresenta perfettamente la tradizione dolciaria piemontese.