Il Torchiato di Fregona: un vino con 400 anni di storia

Torchiato di Fregona Piera Dolza

Il Veneto è sempre stata una terra ottima per la produzione di vino. Le colline e il clima aiutano i viticoltori da secoli, favorendo la produzione di alcuni dei più famosi vini d’Italia, come il Prosecco, il Lugana o l’Amarone della Valpolicella.

È proprio qui infatti che nasce il Torchiato di Fregona, un vino bianco passito, dolce e intenso, che negli ultimi anni è rinato grazie all’impegno di 7 vignaioli che hanno unito le forze per conservare e trasmettere questo prodotto della tradizione.

Nel 2013, questi viticoltori si sono uniti sotto l’etichetta di Piera Dolza Torchiato di Fregona e, presso il Centro di Appassimento di Fregona, sede della Cantina Produttori, hanno da poco presentato la riserva speciale di 10 anni del Torchiato.

La storia

Ma qual è la storia di questo vino? La leggenda risale al 1600: dopo un’annata insoddisfacente, un viticoltore si dimenticò per molti mesi dell’uva nel proprio granaio. Quando la ritrovò decise di spremerla comunque, ottenendo un vino molto intenso e dolce.

Altri contadini seguirono l’esempio nascondendo parte del raccolto per poi spremerlo a primavera. Nacque così il Torchiato di Fregona.

Il nome richiama la storia del paese dove è nato: Piera Dolza vuol dire “pietra dolce” in dialetto veneto, una pietra arenaria facile da lavorare. Estratta dalle vicine Grotte del Caglieron, veniva usata per gli stipiti delle porte e per il basamento dello storico torchio in piazza a Fregona, dove le famiglie si riunivano la settimana prima di Pasqua per la festa della torchiatura delle uve.

Produzione

La produzione del Torchiato di Fregona Piera Dolza segue oggi una procedura antichissima e molto severa. È composto di tre vitigni autoctoni: il Glera (45%), la Boschera (30%) e il Verdiso (25%).

Le rese massime dei campi consentite dal Disciplinare della Produzione sono di 100 quintali per ettaro, dei quali, dopo una severa selezione, ne resta solo il 30%. Le uve vengono poi fatte appassire per circa sei mesi in cassette di legno e successivamente torchiate.

Per estrarre il massimo degli aromi si sottopongono gli acini selezionati a più processi di torchiatura in preparazione dell’affinamento. Il mosto fermenta un mese e poi viene fatto maturare per metà in botti d’acciaio e per l’altra in botti di legno esauste da vini bianchi, scambiando i contenuti durante la maturazione. Questo processo dura circa 3 anni.

Il vino viene poi imbottigliato almeno sei mesi prima dell’immissione sul mercato.

Caratteristiche e abbinamenti

Il Piera Dolza Torchiato di Fregona è un vino ambrato, con note di frutta matura come l’albicocca, l’uva passa ma anche agrumi, spezie e vaniglia; un retrogusto di caramello e mandorla, insieme a sentori di albicocca e pesca.

Ottimo come vino da meditazione, accompagna bene formaggi piccanti ed erborinati. È inoltre perfetto da bere con i dolci, soprattutto a pasta secca.

Questo vino, che ha ottenuto il riconoscimento DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) nel 2011, è considerato uno dei passiti più pregiati d'Italia.

«Oggi celebriamo un anniversario importante, che premia il lavoro di squadra, un territorio e un prodotto di eccellenza che nasce nelle colline tra Anzano, Fregona, Osigo, Montaner, Cappella Maggiore e Sarmede. Per il Veneto, il Torchiato di Fregona, con il suo sapore ricercato e di pregio, si contraddistingue per essere, assieme al Prosecco, uno dei vini identitari che ci rappresenta anche nel mondo. Un vino che è sintesi perfetta tra la terra, la sua storia e la capacità di questi imprenditori di lavorare assieme. Un esempio di dedizione e passione che va protetto come patrimonio culturale da preservare. Come Regione continueremo a sostenere questa eccellenza veneta, custode di tradizioni e biodiversità», ha commentato Federico Caner, Assessore ad agricoltura e turismo della Regione del Veneto, in occasione della presentazione della riserva 10 anni di Piera Dolza.