Dopo il mito della Terra piatta sono divenute oggetto di attenzione mediatica le argomentazioni del terracavismo, un insieme di teorie leggermente differenti e formulate in epoche diverse, secondo cui il pianeta Terra sarebbe cavo al proprio interno. La teoria della Terra cava si rifà a una lunga tradizione popolare. Fin dall’antichità, infatti, diverse dottrine hanno sostenuto l’esistenza di regni sotterranei.
Benché la scienza sia in grado di dimostrare che il pianeta Terra è composto da una serie di strati che circondano un nucleo interno, ci sono varianti della teoria principale che immaginano la Terra cava, secondo cui al di sotto della superficie terrestre ci sono altre superfici concentriche abitate o abitabili, separate da spazi vuoti.
Secondo ancora altre versioni della teoria della terra cava, invece, vi sarebbe un’unica grande cavità vicina al centro del pianeta e ci sarebbero degli ingressi alla terra cava tramite aperture che si trovano in prossimità dei Poli Nord e Sud. C’è addirittura chi suggerisce che gli uomini in realtà non vivono sulla superficie della Terra ma nella parte interna della stessa. Saremmo dentro la Terra cava, senza neanche accorgercene.

L’evoluzione della teoria della Terra cava
Nel 1692 lo scienziato inglese Edmond Halley (lo stesso della cometa), osservando alcuni fenomeni anomali con la bussola, avanzò l’ipotesi che la Terra potesse essere composta da una serie di sfere interne separate da atmosfera luminescente e rotanti in direzioni diverse intorno a un nucleo centrale.
La teoria fu ampliata e arricchita nei secoli successivi. La presenza di strati multipli venne messa in discussione, in favore di un’enorme cavità abitata da una civiltà avanzata e illuminata da un sole di 1.000 km di diametro, come sembrerebbe abbia sostenuto Eulero, matematico e fisico svizzero vissuto nel '700.
Nel 1818, l’ex capitano dell’esercito statunitense John Cleves Symmes Jr., tra i più noti e influenti sostenitori del terracavismo, propose l’idea che la Terra fosse formata da un guscio cavo con due cavità in corrispondenza dei Poli.

Verso la fine dell’800, l’eccentrico studioso statunitense Cyrus Teed, alias Koresh, diede vita a un movimento che volle chiamare Koreshanity, fondato sul rifiuto del sistema eliocentrico e sulla strenua convinzione che l’intero universo, Sole e corpi celesti compresi, fosse contenuto in un’enorme sfera cava.
Queste idee continuarono a crescere anche nel XX secolo, assumendo risvolti ulteriormente fantasiosi, e vennero talvolta utilizzate come spunto narrativo per romanzi e racconti di fantascienza. Sostenere che il pianeta Terra abbia una o più cavità all’interno significa negare in toto la teoria della forza di gravità, la tettonica delle placche, fondamenti di geofisica e astrofisica e le scoperte ottenute dai satelliti. Se la Terra fosse cava, infatti, vivremmo sostanzialmente in assenza di peso, e il guscio terrestre rischierebbe di spezzarsi o crollare verso il centro.
Libri sulla Terra Cava
Umberto Eco - Storia delle terre e dei luoghi leggendari - Bompiani
Umberto Eco non ha bisogno di presentazioni. In questo saggio guida, con voce autorevole e scientificità solida, alla scoperta di alcuni luoghi delle leggende e dei miti dell'umanità, non solo sotterranei.
Walter Kafton-Minkel - Mondi sotterranei e il mito della terra cava - Edizioni Mediterranee
Una rassegna di diversi miti, di varie civiltà, che contemplano l'esistenza di mondi sotterranei. Disponibile anche in versione digitale.
Salvatore Marino Iacono, Paolo Capuano - Il mito della terra cava a Ischia - YouPrint
Per gli appassionati della splendida isola di Ischia, un libro di nicchia che analizza il mito della terra cava legato all'isola campana.