Perché a Natale si fa l’albero? E perché lo si addobba?
Ce lo saremo chiesti tutti, almeno una volta nella vita.
Certo, non si tratta esattamente di una questione esistenziale, ma noi di Todo abbiamo cercato la risposta alle domande più frequenti sull’albero di Natale.
Quando si fa l’albero di Natale?
Ci sono diverse usanze su quando preparare l’albero di Natale.
In Italia si usa farlo l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione.
A Milano, però, la tradizione vuole che l’albero sia addottato nel giorno di Sant’Ambrogio, patrono della città, il 7 dicembre.
Città che vai, usanza che trovi: e aBari infatti l’albero viene allestito nel giorno del patrono San Nicola, il 6 dicembre.
A New York, il famoso albero del Rockefeller Center viene illuminato ogni anno addirittura tra la fine di novembre e i primi giorni di dicembre (nel 2023 l’accensione è dal 29 novembre).
Se si vuole restare nel solco delle antiche tradizioni pagane, la data più corretta sarebbe il 21 di dicembre, il giorno del solstizio d’inverno, che ricorda le radici antiche di questa usanza.
Quando si toglie l’albero di Natale?
Riguardo alla data in cui bisogna disfare l’albero di Natale e rimetterlo in cantina o trapiantarlo non ci sono dubbi: il 6 gennaio, giorno dell’Epifania. D’altronde l’Epifania tutte le feste si porta via. Alcune tradizioni regionali, invece, rimandano questo giorno addirittura fino alla Candelora, il 2 di febbraio.
Perché l’albero di Natale è un abete?
La tradizione dell’albero natalizio affonda le radici in tempi antichissimi.
L’uso di adorare alberi sacri addobbati con fiaccole e nastri colorati è tipico di molte culture, tanto che l’origine storica non è del tutto chiara.
Sicuramente si tratta di un’usanza pagana, dove le piante sempreverdi venivano considerate simboli di fertilità e rinascita, per il fatto che non perdevano le foglie nemmeno durante la stagione invernale. Le antiche tribù germaniche mettevano infatti rami di abete sulle proprie case durante la festa del solstizio d’inverno.
I cristiani hanno poi accolto questa tradizione e hanno cominciato a decorare gli abeti, diventati simbolo del rinnovarsi della vita e che ricordavano il legno della croce e il sacrificio di Gesù (“bois” in francese è sia inteso come "legno" sia, più largamente, come "albero").
La chiesa considerava però più importante il presepe e a lungo pensò che l’usanza di decorare un albero fosse troppo “pagana”.
Solo durante l’Ottocento l’albero di Natale divenne popolare e comune tra le famiglie europee, anche grazie all’ascesa della borghesia, che iniziò a commerciare e diffondere l’albero. L’usanza di decorare un abete e mettere vicino al tronco i regali, si è così diffusa in molte parti del mondo.
Quando e dove è nata la tradizione dell’albero di Natale?
Abbiamo visto come non esiste un vero e proprio inizio della tradizione natalizia di addobbare alberi.
L’esempio più antico di un albero di Natale cristiano decorato potrebbe risalire al 1419. Nella città di Friburgo, in Germania, la corporazione dei panettieri avrebbe allestito un abete decorato con pan di zenzero, noci e mele. La tradizione dell’abete deriverebbe dai quindi paesi nordici, dove questo tipo di albero è molto comune.
Si contende questo primato la città di Tallin, in Estonia, dove pare che nel 1441 sia stato eretto un grande abete nella piazza del municipio. Lo scopo era quello di riunire giovani donne e giovani uomini attorno all’albero per ballare insieme.
Non è tutto. Anche Riga, capitale della Lettonia, si vanta di essere una delle città ad aver allestito il primo albero di Natale.
Tanto per rendere la questione ancora più complicata, la tradizione più diffusa vuole che i primi alberi di Natale siano nati nella seconda metà del ‘500 in Germania, quando si iniziarono a decorare abeti con mele, noci, datteri e fiori di carta, nelle piazze centrali di città come Strasburgo e Brema.
Una leggenda vuole invece che sia stata la duchessa tedesca di Brieg, nel Natale del 1611, a dare inizio alla tradizione dell’albero addobbato: non sapendo come riempire un angolo di casa rimasto senza addobbi, uscì in giardino e trovò un piccolo abete che fece trasferire nel salone.
A queste leggende si è affiancata quella di origine più cristiana, che si deve a San Bonifacio.
Missionario in Germania settentrionale, l’uomo vide alcuni pagani che adoravano una quercia per compiere un sacrificio: San Bonifacio li fermò, abbattendo l’albero al cui posto apparve un abete, che rappresentava Gesù.
In Italia invece, la tradizione dell’abete si è diffusa a fine ‘800: la Regina Margherita decise in quegli anni di farne allestire uno al Quirinale.
La novità fu apprezzata e copiata ben presto da tutte le famiglie italiane.