430mila euro raccolti in una settimana di crowdfunding. Il successo di PoshWash su CrowdfundMe è innegabile. E sorprende anche un po’, perché si tratta di lavanderie automatiche a gettoni.
PoshWash e la lavanderia green
Le abbiamo viste quasi tutti, ma spesso nei film. Nelle grandi città, meta di studenti fuori sede e stagisti pieni di ambizione, sempre pronti a cambiare appartamento in condivisione, sono sicuramente più diffuse. E anche per le lavanderie a gettone è arrivato il momento di svecchiarsi e innovare, come testimonia PoshWash.
Il formato PoshWash prevede strumenti tecnologici e a basso impatto ambientale, realizzati da Mentasti, azienda milanese con quasi 110 anni di storia. Le macchine consumano 7,2 Kw contro la media di 14 Kw della concorrenza e recuperano tra i 70 e i 100 litri di acqua a lavaggio (il numero varia in base al modello).

Un macchinario per la sanificazione da Covid-19
In arrivo nelle lavanderie anche un macchinario, M19, per la sanificazione: al momento è in test presso il comando Vigili del Fuoco di Milano ed è stato sperimentato per analizzarne l’efficacia nella rigenerazione delle mascherine e nel contrasto al Covid-19.
Espansione diretta e in franchising
PoshWash al momento ha cinque punti nel nord Italia, considerato il flagship store di Milano, in cui sono stati ambientati alcuni video di artisti e band musicali. Ma punta a espandersi in Italia con franchising e punti vendita diretti.
Perché si investe in una lavanderia a gettone
D’altronde, lo dicevamo prima, l’investimento in una laundrette piace: la lavanderia automatica è ritenuta un investimento solido, nell’economia reale, con pochi rischi, che non prevede di impiegare personale e consuma poco. Gli unici costi sono l’affitto, luce, acqua, gas e i saponi.