Quasi mezzo milione di pensionati avranno tempo fino a fine febbraio per indicare un conto corrente per l'accredito delle loro pensioni, superiori ai mille euro, come previsto dal decreto "Salva Italia" varato dal governo Monti. Un'opportunità importante per il mondo delle carte prepagate con carta IBAN. Vediamo perché.
OPERAZIONI DI BASE
I pensionati potranno scegliere l'accredito su un conto corrente bancario, un conto corrente postale o, appunto, una carta prepagata dotata di codice IBAN: proprio l'IBAN, infatti, consente al titolare della carta di fare una serie di operazioni bancarie "di base”, come l'accredito e l'effettuazione di bonifici, il pagamento delle utenze (bollette, ma anche tasse), oltre ovviamente al prelievo di contante presso gli sportelli ATM/Bancomat (ma qui bisogna fare molta attenzione alle eventuali commissioni per il prelievo) e agli acquisti con carta presso tutti gli esercenti convenzionati con un determinato circuito.
L'OSTACOLO DI INTERNET
Un possibile ostacolo è rappresentato dall'operatività: molte carte prepagate dotate di IBAN prevedono infatti l'operatività attraverso internet banking. Il che potrebbe anche rappresentare un ostacolo per una generazione di pensionati certamente più informatizzata di qualche anno fa, ma che non è certo all'avanguardia nell'uso del web. E anche la necessità di ricordarsi un codice PIN (per il prelievo al Bancomat e il pagamento nei negozi) e una (o più!) password per l'accesso al sito di internet banking potrebbe rappresentare un ostacolo psicologico molto significativo.
ATTENZIONE AI COSTI
Allo stesso tempo, un utilizzo "base" della carta prepagata potrebbe comunque consentire di ricevere la pensione sulla carta, pagando con carta nei negozi e prelevando il contante che serve per il pagamento delle bollette (nel caso l'addebito on line si rivelasse troppo complicato) e per le spese quotidiane. Nello scegliere una carta prepagata dotata di IBAN per un pensionato è quindi essenziale valutare bene:
- i costi di attivazione della carta (quanto costa attivarla e se sono previsti canoni annui);
- i costi per il prelievo di contante allo sportello Bancomat;
- l'eventuale esistenza di un sistema di sconti presso esercenti, negozi o supermercati convenzionati.
LE PROTESTE CONTRO IL DECRETO
Nel frattempo, non mancano le proteste e i ricorsi contro il decreto del governo. L'Adusbef, ad esempio, ha annunciato che intende impugnare davanti alla Consulta la norma che impedisce di pagare in contanti le pensioni di importo superiore ai 1.000 euro. Secondo l'Adusbef si tratta infatti di una "violenza inaudita sui pensionati, trattati come feroci evasori e costretti ad aprire conti correnti bancari o postali per ingrassare i signori banchieri".
RIDURRE IL DISAGIO
Anche il Governo è al lavoro per ridurre il disagio per i pensionati. Il Ministero dell'Economia sta cercando di arrivare a una serie di convenzioni sulle formule contrattuali con Poste e banche, mentre la Consip (società di acquisti elettronici per la pubblica amministrazione) sta redigendo una struttura generale di costi di conti correnti e depositi postali che dovrebbe ridurre i costi, attraverso un "pacchetto" di operazioni e servizi compresi nel costo del conto. Vedremo se ci saranno novità in questo senso per quanto riguarda carte prepagate "ad hoc".