La social card raddoppia. Da quest’anno sarà disponibile una versione straordinaria della carta acquisti, destinata a fasce meno abbienti, oltre alla versione tradizionale. È stata fornita ad alcuni comuni in via sperimentale nel 2013, poi estesa al resto della penisola con decreto ministeriale lo scorso febbraio 2014. Vediamo che cosa cambia.
CONTRIBUTO AD HOC – La nuova carta è stata pensata per agevolare il reinserimento nel mondo del lavoro. A differenza del vecchio assegno, che prevedeva un contributo bimestrale fisso di 80 euro, il bonus della card straordinaria va calcolato in base alle caratteristiche del nucleo familiare (in particolare rientrano nel calcolo anche le persone conviventi a carico Irpef). Inoltre, la dichiarazione ISEE del richiedente non può superare i 3.000 euro, il patrimonio immobiliare deve valere non più di 8.000 euro e, infine, la somma di tutti gli aiuti esterni (previdenziali, indennitari o assistenziali) ha come limite i 600 euro (al mese).
LA STRAORDINARIA ANCHE AGLI STRANIERI – Per accedere alla “vecchia” carta, invece, occorrono requisiti diversi perché destinata a fasce socio-economiche (relativamente) più elevate: la social card ordinaria non è destinata ai disoccupati, ma serve ad aiutare pensionati e anziani (sopra i 65 anni) oppure i genitori con figli piccoli (sotto i 3 anni). Il tetto massimo dell’ISEE è qui stabilito a 15.000 euro, ed è inoltre necessario, per i genitori, non possedere più di un’automobile e, per gli anziani, non possederne alcuna. Da quest’anno la social card ordinaria verrà distribuita, in base agli stessi requisiti, anche agli stranieri con regolare permesso di soggiorno.