Il negoziante può chiedervi un documento di identità quando volete pagare con carta di credito? No: con il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (il TULPS) è sancito per legge il diritto del consumatore di rifiutarsi di esibire un documento di riconoscimento per pagare con carta di credito.
Una prassi non più legale
Una richiesta che era diventata prassi in molti negozi, soprattutto della grande distribuzione, per il timore di frodi, ma che è ufficialmente “fuori legge”. Possono richiedere al cittadino di esibire un documento, infatti, solo i pubblici ufficiali, come sancito dal TULPS. E quindi Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, ma anche gli addetti ai pubbici servizi, come controllori di treni e autobus, presidenti di seggio elettorale (e sarebbe comico il contrario), insegnanti, giudici etc.
Anche online, niente richieste di documenti
La stessa regola vale anche per le fotocopie dei documenti di identità, che alcuni siti di e-commerce hanno la cattiva abitudine di richiedere ai clienti. Che si trovano così esposti ai seri rischi di una frode con furto di identità, se si affidano a siti poco affidabili. Gli unici esercenti che possono richiedere una fotocopia sono quelli che stanno attivando una sim telefonica, le pubbliche amministrazioni e i gestori di servizi pubblici, come per esempio le aziende di trasporto.
Rifiutare la carta? Non si può
In caso di rifiuto, il commerciante dovrà comunque accettare la transazione con carta di credito. La legge di stabilità sancisce infatti sanzioni per quei commercianti che non accettino pagamenti elettronici con carte di debito per pagamenti al di sopra dei 5 euro. Il cliente deve sporgere denuncia contro il negoziante per non avere accettato il pagamento elettronico e le autorità amministrative provvederanno ad applicare le sanzioni. Una formula che sembra ben poco minacciosa, a dire il vero, lasciando intendere tempi burocratici lunghissimi. Forse, se proprio vi interessa comprare quel bene, conviene “venire incontro” al commerciante per una volta e cambiare negozio in futuro.