Farsi trovare dagli assistenti AI: la grande sfida per gli hotel

Farsi trovare dagli assistenti AI: la grande sfida per gli hotel

L’intelligenza artificiale conversazionale sta travolgendo i motori di ricerca e i portali di prenotazione turistica. Sempre più utenti chiedono consigli direttamente a ChatGPT, Claude, Gemini, per individuare ristoranti o alberghi, oppure per progettare le loro vacanze.

Questo sta cambiando radicalmente le regole del gioco per la visibilità online. Per gli operatori turistici serve un ripensamento delle strategie: bisogna “conquistare” l’intelligenza artificiale.

È proprio l’obiettivo di dAirect, una startup italiana che ha sviluppato una tecnologia per rendere i siti ufficiali degli hotel “leggibili e interpretabili” dai più usati assistenti AI, come ChatGPT, Gemini, Perplexity, Claude e DeepSeek.

Chi ha aderito finora

I numeri dell’iniziativa confermano il grande interesse da parte delle strutture alberghiere. Su dAirect sono presenti gruppi come VOIhotels (gruppo Alpitour), Mokinba e Italian Hotel Group.

dAirect è stata anche recentemente selezionata da NVIDIA per il suo Inception Program, l’iniziativa globale che supporta le migliori startup innovative che stanno definendo il futuro dell’AI.

I numeri del fenomeno

Secondo l’Hospitality & Travel Report Adyen, in Italia nel 2025 1 viaggiatore su 3 ha già utilizzato l’AI per pianificare i propri viaggi, con una crescita del +77% in un solo anno. Secondo Bain & Company, questa quota potrebbe superare il 60% entro la fine del 2026.

E, attenzione, a guidare il cambiamento sono le generazioni più vecchie: l’utilizzo cresce del 111% tra i Baby Boomer e dell’85% tra le Gen X.

Appena il 16% degli hotel, però, compare direttamente nelle risposte generate dagli assistenti AI, secondo il report “World’s Best at AI 2025 Index” di HotelWorld AI, basato su 2,36 milioni di dati raccolti da ChatGPT, Gemini e Perplexity su oltre 800.000 strutture a livello globale.

Per le strutture, invece, è strategico entrare in queste risposte. Maggiore visibilità significa più visite e una maggiore quota di prenotazioni dirette, smarcandosi dagli intermediari, compresi i portali online.

Il gestionale dAirect visualizza anche quanto traffico e quanta visibilità un sito web ha all’interno dei canali AI, un parametro utilissimo per monitorare l’andamento delle proprie performance.

«Gli hotel stanno affrontando un cambio di paradigma simile a quello vissuto con la nascita del web - spiega Antonio Picozzi, CEO e co-founder di dAirect. Stiamo infatti entrando nell’era del web “agentico”, in cui non è più l’utente a navigare e confrontare, ma è l’AI a scegliere e consigliare le alternative al posto suo. In questo nuovo scenario, se una struttura non è trovabile e leggibile per questi sistemi, di fatto non esiste nel momento in cui il cliente prende la decisione. Non è semplicemente meno visibile: è fuori dal processo di scelta. Il punto critico è che la maggior parte dei siti hotel non è progettata per questo contesto: sono statici, poco manutenuti e non ottimizzati dal punto di vista tecnico e semantico per l’Intelligenza Artificiale. Di conseguenza, anche un sito perfettamente funzionante per un utente umano può risultare invisibile o non interpretabile per un agente AI».